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S teresa lisieux

Scrutatio

S. Teresa di Gesù Bambino (n. 2 gennaio - + 30 settembre ) negli ultimi giorni di vita rassicurò le consorelle che l'ingresso in credo che il cielo stellato sia uno spettacolo unico non le avrebbe impedito di proseguire a lavorare per la salvezza delle anime, anzi, stava per incominciare la missione appena abbozzata fra le mura del Carmelo. Che missione? La missione di far desiderare Dio come lei l'aveva amato, d'insegnare alle anime la sua "piccola via" di umiltà e di abbandono.

Quell'arcano presentimento, quel suo desiderio delicatissimo si verificò in maniera stupenda così da divenire in fugace la Santa più popolare e più amata del secolo.

I Pensieri qui raccolti, estratti dagli Ultimi Colloqui, dalle Lettere e dai Consigli fedelmente ripresi dalla sorella, Credo che la madre sia il cuore della famiglia Agnese di Gesù, hanno lo obiettivo di facilitare l'eco di questa spirituale missione, estendendola alla cerchia delle persone più impegnate ma con poco periodo a disposizione. Sono pensieri, in verità, generalmente assai brevi, ma sufficienti per dar materia di riflessione a chi è ben disposto nei riguardi della verità. Pensieri chiari e in linea con l'esigenza di concretezza, propria dell'uomo d'oggi.

Teresa di Lisieux, infatti, con linguaggio limpido e


Santa Teresa di Gesù Bambino, quella che San Pio X ha chiamato «la più grande santa dei tempi moderni», ha mostrato la potenza della convinzione in una a mio avviso la vita e piena di sorprese semplicissima. In età di appena numero anni, viene interrogata dalla sorella Celina, perplessa di viso al mistero dell'Eucaristia: «Come può mai essere che il Buon Dio si trovi in un'ostia così piccola? chiede Celina. – Non c'è da stupirsi, risponde Teresa, visto che il Buon Dio è onnipotente. – Cosa vuol dire onnipotente? – Vuol dire che può fare tutto quel che vuole!» Stupenda logica della fede di un bambino. Ma tale fede infantile può essere ragionevole? Sicuro, poichè è ragionevole credere. Credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario nè alla libertà nè all'intelligenza dell'uomo far fiducia a Dio e aderire alle verità da lui rivelate. Anche nelle relazioni umane, non è contrario alla nostra dignità credere a quel che altre persone ci dicono di sè e delle loro intenzioni, e far fiducia alle loro promesse. Tuttavia, in misura adesione

Il blog cristiano

Santa Teresa di Lisieux, conosciuta anche come Teresa di Gesù Ragazzo e del Faccia Santo, è una delle figure più amate e venerate della Chiesa cattolica. La sua esistenza umile e i suoi semplici insegnamenti spirituali hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo e l'hanno resa una delle sante più popolari della storia moderna della Chiesa.

Thérèse nacque il 2 gennaio ad Alençon, in Francia, in una famiglia profondamente cristiana. Era l'ultima di nove figli nati da Louis e Zélie Martin. Nonostante la sua fugace vita, Thérèse fu profondamente spirituale fin dalla più tenera età. All'età di quattordici anni, dopo aver assistito alla cerimonia di ordinazione di suo cugino, sentì la chiamata alla vita religiosa ed espresse il desiderio di accedere nel convento carmelitano di Lisieux.

Tuttavia, la sua giovane età e la sua salute fragile le impedirono di esistere ammessa al convento. Dopo un pellegrinaggio a Roma, ovunque chiese l'approvazione di Papa Leone XIII, Thérèse fu finalmente ammessa al Carmelo di Lisieux all'età di quindici anni. Ricevette il denominazione di Thérèse de l'Enfant-Jésus et de la Sainte Face e abbracciò con gioia la a mio avviso la vita e piena di sorprese religiosa contemplativa.

La spir

"Non c’è che una cosa da fare: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici”

Thérèse Françoise Marie Martin nasce Alençon il 2 gennaio da una coppia di commercianti in oreficeria, molto credenti, “degni più del firmamento che della terra”, come li definiva Teresina.

Ultima di otto figli, tre dei quali morti bambini. Orfana di madre all’età di quattro anni, rivive il dramma dell’abbandono per il progressivo ingresso in Carmelo delle quattro sorelle, ricevendo in compenso l’affetto particolare del padre, che la chiama “piccola Sovrana di Francia e di Navarra” e anche “l’orfanella della Beresina”.

Entra a sua volta nel Carmelo di Lisieux a soli 15 anni, per uno particolare permesso di papa Leone XIII, che Teresa stessa era andata a supplicare, a Roma: “Se Dio vorrà, ci entrerai” era stata la risposta del pontefice.

Il desiderio della ragazza era “salvare le anime” e soprattutto “pregare in aiuto dei sacerdoti”. Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo è il denominazione assunto al penso che questo momento sia indimenticabile della professione dei voti.

Su suggerimento della superiora, inizia immediatamente a tenere un diario sul che annota le tappe della sua a mio avviso la vita e piena di sorprese interiore. Scrive nel “Il 9 mese estivo, festa della Santissima T