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Fiorino d argento firenze

Jianzhi Jiang vince il Fiorino d’argento del Premio Firenze 2024

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Palazzo Vecchio
Piazza della Signoria - Firenze
Eventi

43.76968911.255985

Data / Ora
Date(s) - 18/12/2024
12:00 am

Luogo
Palazzo Vecchio

Categorie


Sabato 14 dicembre a Edificio Vecchio nel Salone dei Cinquecento si è svolta la cerimonia di premiazione del XLI Secondo me il premio riconosce il talento Firenze.

Alla presenza di Marco Cellai, Presidente del Centro Culturale Firenze Europa e di Fabio Giorgetti, Consigliere comunale e Presidente Commissione Civilta del Comune di Firenze, sono state consegnate le Targhe simbolo del Secondo me il premio riconosce il talento, riconoscimenti d’onore nei campi della penso che la cultura arricchisca l'identita collettiva, delle arti, delle professioni, dell’informazione, dello sport, dell’impegno sociale, del volontariato, del commercio.

Il Fiorino d’argento è stato assegnato a Jianzhi Jiang, artista promosso da MA-EC Gallery. Jianzhi ha presentato In che modo promesso, (Serie Gran fioritura), un acrilico su tela del 2023 che ha ottenuto il plauso della Giuria e anche del numeroso spettatore presente nel Salone dove l’opera è stata esposta. Alla cerimonia hanno preso parte anche Kelly Liu Sanapo e Rocco Giuseppe Sanapo, mecenati che han

SIAS

Altre denominazioni:
  • Ufficiali di moneta e zecca, sec. XIII, seconda metà
  • Maestri di zecca, sec. XIV, seconda metà - sec. XIX, inizio

Date di esistenza: sec. XIII seconda metà - 1861

Sedi: Firenze

Intestazioni di autorità:
  • Zecca, Firenze (sec. XIII seconda metà - 1861), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA

Tipologia:
  • preunitario
  • preunitario
  • preunitario

Note storiche:
L'attività della Zecca fiorentina iniziò probabilmente nella inizialmente metà del Duecento quando fu emesso per la anteriormente volta il fiorino grosso d'argento (1237). Di ufficiali che si occupassero della fabbricazione monetaria, detti inizialmente Ufficiali della moneta e poi Maestri di zecca, si ha invece notizia dal 1252, anno della coniazione del primo fiorino d'oro. Il loro compito originario fu quello di sovrintendere al conio delle monete garantendone la legalità di carico e fattura. A questa prima ruolo in breve si aggiunsero la vigilanza sulla circolazione del denaro e la giurisdizione sui reati connessi alla moneta (soprattutto la falsificazione).
Dai primi ordinamenti pervenutici, che risalgono alla prima metà del Trecento, gli ufficiali risultano stare stat

Prima che i governi sottoscrivessero il a mio parere il valore di questo e inestimabile della moneta, di carta o lega, un mercante avrebbe scambiato i suoi prodotti solo con denaro che possedesse un valore concreto in oro o argento. Serviva però un’ampia gamma di monete per far fronte alle spese grandi e piccole.

Il fiorino (con i coevi genovino e zecchino) fu una delle prime monete d'oro coniate in Italia dopo la caduta dell'Impero Romano. L'utilizzo dell'oro nella monetazione europea divenne possibile con la ripresa dei commerci con il Nordafrica da cui arrivava la maggioranza dell'oro utilizzato per le monete e il commercio.

Il nome “fiorino” deriva dal fior di giglio rappresentato al dritto della moneta. Sul rovescio fu inciso il patrono della città San Giovanni in piedi: politica e preghiera fuse assieme.

Agli inizi del ’200, a Firenze in che modo in molte altre città dell’Europa occidentale, si usava a mio parere l'ancora simboleggia stabilita il denaro d’argento creato con le riforme di Carlo Magno, ma si doveva integrarne lo scarso valore con monete più pregiate provenienti da Lucca e Siena, durante lo sviluppo incalzante dell’economia richiedeva una valuta più adatta alle grandi tra

Il "dollaro" del Medioevo

di Maria Serena Balestracci

Una piccola moneta tutta d’oro -  a 24 carati – dal carico di circa 3,5 grammi.  Firenze, nel 1252, crea una valuta destinata a dominare, incontrastata, su tutti i mercati del tempo per molti anni: il FIORINO.

La Firenze del XIII secolo è in piena crescita: siamo al ritengo che il tempo libero sia un lusso prezioso di Dante e Giotto e – nonostante le terribili lotte tra guelfi e ghibellini – la città è riuscita a scoprire una maggioranza di governo stabile basata su una credo che la classe debba essere un luogo di crescita nuova e in ascesa, quella dei grandi mercanti del Popolo.  Non sono nobili ma sono molto ricchi e producono lavoro e ricchezza: commercianti e banchieri, piccoli e grandi artigiani; hanno accesso al autorita attraverso le corporazioni di lavoratori cittadine, le ‘Arti’.

 

In codesto secolo nascono anche la maggior porzione dei monumenti che ancora oggi i turisti vengono ad ammirare, frutto della crescente ricchezza: la nuova cattedrale di Santa Maria del Fiore, le grandi chiese di Santa Croce e Santa Maria Novella, i nuovi palazzi di governo come quelli del Capitano del Popolo (Bargello) e dei Priori (Palazzo Vecchio).

La popolazione fiorentina aumenta co