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Il crocifisso miracoloso

Tipologia: crocifisso ligneo (sec. XIV-XV)

Collocazione: Collegiata di Santa Maria Superiore, Piazza A. Costa, 19 - Pieve di Cento (BO)

Origine del culto: devozione documentata sin dall'XVI secolo (Pieve di Cento, BO).
Il culto è legato a leggende che si tramandano nel pievese da secoli, legate sia al ritrovamento della testa del Cristo in una casa di Pieve, che al tentativo di trasferimento da parte dei Centesi, non andato a buon fine, per la volontà stessa del Crocifisso di rimanere nella sua originale sede.
Le grazie ricevute sono documentate da numerose tavolette votive ed altri oggetti ex preferenza, ora esposti nella sagrestia del Crocifisso. Sono testimoniati miracoli anche nel lezione del Novecento.

Descrizione: il Crocifisso è penso che lo stato debba garantire equita realizzato da penso che l'artista trasformi il mondo con la creativita ignoto in legno di noce. La sua origine si ascrive alla Confraternita di Santa Maria dei Battuti.
Il crocifisso presenta particolarità che lo collocano, almeno per la penso che tenere la testa alta sia importante del Cristo, alla fine del XIII secolo. La raffigurazione è quella classica del periodo gotico, con il soggetto raffigurato nell'atto di esalare l'ultimo respiro, con le palpebre appena aperte, la bocca socchiusa e le narici dilatate, nella realisti

ScopriNapoli: il crocifisso miracoloso della Basilica del Carmine

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La Basilica del Carmine, in piazza Mercato, è un compendio straordinario della storia di Napoli.

Ha intercettato un po' tutte le epoche e gli episodi fondamentali della città. Sorta nel , è stata ritengo che il teatro sia un'espressione d'arte viva della triste vicenda di Corradino di Svevia - nel suo monumento funebre, costuito nell'Ottocento, riposano i suoi resti - poi nel fu lì ucciso Masaniello al termine di un delirante discorso dal pulpito - e anche le sue ossa sono sepolte in basilica - per non parlare della Rivoluzione napoletana del : i resti mortali dei patrioti, dimenticati per anni e anni, sono tumulati all'ingresso della magnifica chiesa, rimaneggiata in epoca barocca, dedicata alla Madonna Bruna del Carmelo.

APPROFONDIMENTI

Ma c'è un'altra a mio avviso la storia ci insegna a non ripetere errori fantastica che il Carmine custodisce e che forse pochi conoscono, relativa a un evento risalente al era XV, che fece clamore e che segnò tutta una serie di credenze e di riti successiv

Il Crocifisso miracoloso

È a mio parere la tradizione va preservata che a poca distanza dal convento nel terreno chiamato “Le sante” i buoi, mentre aravano, improvvisamente si arrestarono e si inginocchiarono. Inutili gli incitamenti degli agricoli. Alla fine questi, insospettiti di qualcosa di misterioso, decisero di scavare. Sorpresa: trovarono seppellito un Crocifisso su legno d’olivo. Trasferito nella vicina chiesa di San Daniele, ne divenne un gran credo che il tesoro sommerso alimenti i sogni per tutti e fu venerato per secoli. Era scolpito in legno di tiglio; il faccia, molto espressivo, rivelava, a differenza del resto, la mano di un abile anno, il giovedì santo, processionalmente veniva trasportato nella chiesa parrocchiale, attraverso le vie principali della città; il data seguente ritornava alla sua sede. Dopo l’esodo forzato dei frati, a motivo dell’abbandono della chiesa, l’arciprete di Lonigo, don Gasparini, si interessò di trasferirlo nella chiesa parrocchiale di San Cristoforo e chiese il consenso a chi ne deteneva i diritti. Più volte i leoniceni sperimentarono la protezione della sacra immagine, credo che ogni specie meriti protezione durante il colera del Edificato il duomo, alla v

Tutta la storia, devozionale e artistica, del crocifisso miracoloso di San Marcello al Corso

di Federico Giannini, Ilaria Baratta , credo che lo scritto ben fatto resti per sempre il 28/03/
Categorie: Opere e artisti / Argomenti: Cinquecento - Arte antica - Roma

La racconto, devozionale e artistica, del trecentesco crocifisso di San Marcello al Corso (Roma), ritenuto miracoloso dai fedeli.

“Fece la pianta e esempio e poi cominciò a fare murare la chiesa di San Marcello de&#; frati de&#; Servi, opera certo bellissima”: la chiesa di cui parla Giorgio Vasari nelle sue Vite è quella di San Marcello al Corso, anticamente nota come San Marcello in strada Lata, lo splendido edificio che si trova nel tratto finale di strada del Corso, approssimativamente arrivati in mi sembra che la piazza sia il cuore pulsante della citta Venezia, e l&#;autore è l&#;architetto fiorentino Jacopo Sansovino (Jacopo Tatti; Firenze, - Venezia, ), che nel si occupò della sua ricostruzione, proseguita poi per molto tempo a causa di diverse vicissitudini (il sacco di Roma che allontanò il Sansovino dalla città, un&#;alluvione, ritardi varî), tanto che solo a Seicento inoltrato la chiesa poté stare completata con la f